Curiosità

Meta introduce tariffe per chatbot WhatsApp in Italia: novità dal 16 febbraio dopo intervento Antitrust

Roma, 31 gennaio 2026 – Meta si prepara a cambiare le carte in tavola per gli utenti italiani dal 16 febbraio. Dopo le richieste arrivate dall’Antitrust negli ultimi mesi, la società di Menlo Park ha annunciato che da quella data sarà più chiaro e semplice dire sì o no all’uso dei propri dati personali per la pubblicità su Facebook e Instagram, senza dover accettare tutto a scatola chiusa.

Privacy sotto la lente: la svolta di Meta

La decisione arriva dopo un acceso confronto tra Meta e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). L’Antitrust italiana aveva infatti messo sotto accusa il sistema di Meta sul consenso per i dati usati nella pubblicità personalizzata, giudicandolo poco trasparente e fuori dalle regole europee. Dal 16 febbraio, spiega l’azienda, gli utenti italiani vedranno una schermata che permetterà di scegliere chiaramente se autorizzare o meno l’uso dei propri dati per gli annunci personalizzati.

Ieri pomeriggio, con una nota ufficiale, Meta Platforms Ireland ha spiegato: “Vogliamo fare chiarezza e dare alle persone più controllo sui loro dati”. Nel frattempo sta avvisando tutti gli iscritti italiani con email e messaggi interni sulle modifiche in arrivo.

Antitrust e Europa: un pressing che cambia le regole

Secondo fonti vicine all’AGCM, la richiesta a Meta fa parte di una strategia più ampia per proteggere i consumatori dalle pratiche opache dei big del digitale. L’Italia segue così l’esempio di Germania e Francia, dove le autorità hanno già spinto per un consenso più trasparente negli ultimi mesi. “Gli utenti devono poter scegliere liberamente”, ha detto uno dei dirigenti dell’Antitrust romana, preferendo restare anonimo.

Dopo mesi di trattative tra esperti legali e tecnici, si è arrivati a questa soluzione, ritenuta fondamentale dagli osservatori europei impegnati nel monitoraggio del Digital Markets Act (DMA), la normativa che vuole mettere un freno al potere delle grandi piattaforme tech.

Cosa cambia davvero su Facebook e Instagram

Per i più di 36 milioni di italiani che ogni mese usano almeno una volta Facebook o Instagram, il cambiamento sarà evidente. Chi si collegherà dopo il 16 febbraio si troverà davanti a una schermata che chiede in modo chiaro se acconsentire all’uso dei dati per pubblicità personalizzata. Accettando, si riceveranno annunci più mirati ma con un maggior livello di profilazione. Rifiutando, si potrà comunque usare i social ma con pubblicità generica e meno rilevante.

Niente cambia nelle funzioni base: messaggi, foto, storie saranno sempre accessibili per tutti, qualunque sia la scelta. Però chi dirà no alla profilazione potrebbe notare più annunci generici e un’esperienza meno personalizzata. Meta non ha chiarito se questa novità peserà sui suoi ricavi pubblicitari in Italia; certo è che secondo gli analisti il mercato pubblicitario online nel nostro Paese nel 2025 dovrebbe superare gli 8 miliardi di euro.

Reazioni tra dubbi e speranze

La notizia sta già muovendo reazioni tra associazioni dei consumatori e attivisti digitali. “È un piccolo passo verso una gestione più consapevole della privacy”, ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Sui social c’è chi guarda con interesse alla nuova procedura e chi invece resta scettico sull’effettiva tutela offerta.

Meta da parte sua assicura che “continuerà a collaborare con le autorità italiane ed europee” per rispettare le norme sulla protezione dei dati. Non è da escludere che anche altre piattaforme seguano questa strada nei prossimi mesi, spinte anche dal Digital Markets Act che proprio recentemente è stato richiamato dall’Antitrust italiana come base normativa.

Tra qualche settimana, quando arriveranno i primi feedback degli utenti, si potrà capire se questa mossa sarà davvero in grado di offrire agli italiani un controllo più vero sui propri dati online senza rinunciare ai social più usati del Paese.

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