Roma, 31 gennaio 2026 – In una mattina tiepida, tra le pareti tranquille di uno studio sulla via Nomentana, una consulente esperta di mindfulness accoglie i suoi clienti con un sorriso. Qui, dicono, la giornata comincia davvero: con domande semplici e qualche minuto di silenzio. Il percorso, spiega lei, “si basa sulla fiducia e sulla scoperta delle risorse che ognuno ha dentro, spesso senza saperlo”. Può sembrare banale, ma oggi la mindfulness – la pratica della piena presenza mentale – torna a farsi sentire forte nel dibattito su salute mentale e benessere quotidiano, anche a Roma e in pieno inverno.
Mindfulness: non solo meditazione
Non è solo meditazione. “Quando parliamo di mindfulness, ci riferiamo a tecniche basate sull’osservazione, l’ascolto e l’accettazione dei propri pensieri ed emozioni”, spiega Francesca Grimaldi, psicologa e istruttrice certificata dal Mindfulness Center di Firenze. “Non si cerca di cambiare ciò che si sente. Si resta presenti. Solo così si scopre che c’è molto di più sotto la superficie”. Le sue parole risuonano tra i cuscini sparsi e le luci soffuse dello studio. I clienti sono di ogni tipo: studenti universitari, madri con neonati in braccio, manager con lo smartphone ancora acceso.
Secondo il Ministero della Salute, nel 2025 i corsi dedicati alla consapevolezza mentale sono aumentati del 18% rispetto all’anno precedente. Una crescita che Francesca mette sul conto dell’incertezza diffusa e della voglia concreta di trovare strumenti utili. “Dopo il Covid, la gente ha bisogno di imparare a gestire ansia e paura”, dice.
Fiducia nel percorso e risorse nascoste
Per gli esperti la parola d’ordine è fiducia. Grimaldi sottolinea un punto chiave: “Serve accompagnare le persone con attenzione sincera. Supportiamo il percorso con fiducia, senza mai giudicare da dove si parte”. L’obiettivo? “Far venire fuori le risorse sopite”, ribadisce. Qui non ci sono soluzioni rapide o miracoli: “Molti arrivano dicendo ‘non ce la faccio’, ma la pratica dimostra il contrario”.
Durante una seduta tipo – iniziata alle 10:15 stamattina con tre partecipanti, in un silenzio interrotto solo dal ticchettio di un vecchio orologio da parete – si lavora soprattutto sulla respirazione. In quei minuti ogni pensiero viene accolto e lasciato andare. “Se arriva l’ansia, si dà il benvenuto”, spiega Grimaldi. “Non la si combatte, si osserva”. Una strategia che aiuta a guadagnare sicurezza poco a poco.
Testimonianze vere, risultati concreti
I risultati non tardano ad arrivare – almeno per chi frequenta questi percorsi. Elena, 34 anni, impiegata amministrativa in periferia est, racconta: “All’inizio ero scettica. Poi ho visto che dormivo meglio e affrontavo i momenti difficili con meno fatica”. C’è chi nota benefici sul lavoro (“Ora ascolto davvero prima di rispondere alle email”, sorride Marco, manager), chi invece parla di miglioramenti nei rapporti familiari.
Anche le scuole stanno seguendo questa strada. Al liceo Giulio Cesare di Roma – conferma la preside Francesca Rossi – da settembre hanno avviato brevi laboratori di consapevolezza per le classi terze: “Ci siamo affidati a professionisti esterni perché abbiamo visto aumentare le richieste d’aiuto psicologico tra gli studenti”.
La scienza conferma ma avverte
Non è solo questione di parole: la mindfulness attira sempre più attenzione dalla ricerca scientifica. L’ultimo rapporto su “The Lancet Psychiatry” (dicembre 2025) evidenzia una riduzione significativa dei sintomi d’ansia in chi pratica meditazione consapevole almeno tre volte a settimana. Gli studiosi parlano di risultati “modesti ma stabili”, soprattutto nei giovani sotto i 40 anni.
Resta però un problema: manca una regolamentazione chiara della professione. Molti corsi non hanno supervisione clinica adeguata. Lo conferma anche l’Ordine degli Psicologi del Lazio: “Invitiamo sempre a controllare le credenziali degli operatori”, raccomanda il presidente Alberto Sanna.
Una strada personale tra dubbi e speranze
Alla fine della seduta, alle 11:05 precise, qualcuno esce sorridendo mentre altri rimangono assorti nei loro pensieri. Grimaldi accompagna alla porta la prossima cliente: “Ognuno trova la sua strada”, mormora piano. Fuori lo smog scorre lento sul traffico romano che non dorme mai. La mindfulness resta scritta in piccolo su una targa discreta ma dentro quello studio è per molti una vera possibilità per ritrovare calma e ascolto nel caos quotidiano.





